Da più di trent'anni da queste parti

Sì, perché il Photowriting di Côté (qui, a sinistra, una piccola selezione, nda) ha storia lunga, e attraversa, dai primi anni 90, poesie, romanzi, concerti ecc. Certo che un autore abbia poi delle preferenze – e potrei dire il primo romanzo, Swing! (ma poi il premio l’ha vinto l’altro, La confezione); La guerra sepolta, e cioè quel che resta di un diario online ritrovato nel futuro (nascosto chissà in quale altro testo, ora); L’ospite è un mattino, radio, un’opera web che solo l’obsolescenza digitale ha potuto zittire. Ma quel che crede un autore, quello su cui investe di più, ha poca, pochissima importanza. Ecco, Côté cambia, e forse fa di più: celebra i capolavori mai nati. Eccessivo? Esalta le possibilità che si perdono, istante per istante. Bene così?

Chiedevo solo cose logiche

Eppure ci riuscimmo – a trovarci, dico – in un’ignorance epocale. Preàfasi Così, quasi come preàfasi, scrivere piano per poi poter dire a te cosa? Talmente vasta la prospettiva, che supera gli angoli massimi concepiti, e non viene in a tempo più vicino ai saluti che alle albe; e disegnerò allora appena qualche linea perché…

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MF for dummies

I Versi in via di liberazione sono la passeggiata nei quartieri vissuti in gioventù, un po’ come fa un convalescente che vuol riappropriarsi del proprio passo. In questo caso, dopo una curiosa malattia del silenzio durata circa dieci anni. E tornando nei luoghi di un tempo, porta con sé un nuovo sguardo, nota cose che non aveva notato prima. E’ cambiato, magari.

The Best of… è una sorta di autoriconoscimento divertito – visto che colpevolmente ancora non era stato fatto, il riconoscimento, da altri, né tantomeno dall’autore. E così si ritrova a togliere dalla polvere una selezione di brani che un tempo erano piaciuti. Con un poco di sorpresa li riascolta e li fa riascoltare come si fa con un disco: senti questo, lo ricordi?

Swing! è forse l’opera più complessa e articolata, eppure, se si volesse riassumere, la più definibile: è la trascrizione di un lungo assolo. Un assolo che si rende conto in maniera definitiva che le cose son cambiate nel mondo, e da almeno un bel po’. E per questo oltre che musicale, è un romanzo – battezzato così con arbitrio – digitale e verista.

MF, ma non puoi fare come tutti gli altri?, è invece un’opera composita e in qualche modo chiusa. Composita, perché costituita – praticamente su richiesta – da un breve ciclo di illustrazioni e da un breve ciclo di poesie. Chiusa, proprio perché i brevi cicli sono un’eccezione, una deviazione sulla via di un discorso coerente che invece puoi ritrovare (forse) prima e dopo.

Se fosse per me, ecco, forse questa è l’opera poetica che tenta con spirito maggiormente pionieristico – con tutto il rischio naif annesso – tre possibili avventure: quella della poesia western, della poesia in costume, quella del ritrovamento futuro e dell’estetizzazione di frammenti sparsi di un social network, e quella della training poetry, e cioè versi inviati per auto-sms camminando a passo veloce (in sostanza non cambia niente, ma vuoi mettere il divertimento e le facce?). In coda, un poemetto d’occasione partito da un titolo assurdo: Very acqua al Sentimenti sabato.

Giusto: a seguire il Nuovo Glossario Aggiornato Lavoro 2014, una raccolta di articoli pubblicati sul blog di Italo Medio con riferimento ai vizi, alle tendenze e ai correttivi da apportare all’idea di lavoro. Nulla di teorico o giornalistico o politico, tutto invece ricavato dall’esperienza di chi le tipologie di contratto e i ruoli li ha – in 20 anni – indossati tutti, e così via.

Il resto lo trovate cercando su Google, o al limite chiedendo.