Differire meglio


Una lente il differire, la differita, da differire meglio. E, in conseguenza, condurla da semplice constatazione a vero strumento di scavo. Quel che era nuovo, novità, esperimento dilatava, in vero, l’idea di un tempo infinitesimale, misurabile, infinito, lo apriva fin quasi alla dismisura. Se poi incastonati – il tempo nuovo, novità, esperimento – in un tempo frenato, ad alto coefficiente di decelerazione, ecco che sarebbero andati moltiplicati per zero o restavano del tutto inosservati – il tempo nuovo, novità, esperimento. Anche in questo caso – se pur si potesse definire utile tal inservibilità – si auspicava che si arrivasse proprio lì? Pensava di aver scritto, realizzato solo differite (ma anche lungo l’asse dello spazio, allora). Un’allegoria naturale, che immaginava una non immersione, un “e se fosse altro da qui?”, un poster sei-metri-per-tre (ponetevi a un centimetro / ponetevi a tot metri), un designer e un urbanista, assieme. Addivenendo, in conclusione, alla presbiopia, presbiopia come indubitabile misura di evoluzione civile. Da un limite poteva darsi un incremento, era il quesito?

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